09 Lug Ecopolis è efficienza
LA SCELTA. La cooperativa sociale investe sulla lean manufacturing
Ecopolis, l’efficienza diventa un«modello»
Attività più snella e un case history per il comparto
Può la produzione snella, figlia del modello Toyota, uscire dai confini del profitto per abbracciare la cooperazione sociale? Evidentemente sì, come testimonia l’inedita sperimentazione avviata dalla Ecopolis di Sant’Eufemia: grazie alla costumizzazione del metodo «lean», portata dai consulenti della Sei Consulting di Brescia, in poco più di 3 mesi ha ridotto del 30%le attività prive di valore aggiunto e del 70% le ore di movimentazione inutile dei dipendenti coinvolti.
«Con ricadute molto positive anche sulla gratificazione dei lavoratori», precisa la presidente di Ecopolis, Sonia Del Furia, evidenziando che l’impianto della lean production sposa al meglio la filosofia alla base della cooperazione sociale. «L’idea che ogni persona può contribuire a ridisegnare il modello del lavoro che deve svolgere la responsabilizza e la soddisfa, trovando un perfetto contraltare a quello che da anni le cooperative sociali cercano di fare con l’inserimento e la valorizzazione dei soggetti con disabilità o fragilità», spiega la presidente, affiancata dal vicepresidente (e direttore) Nicola Sandrini e dal consigliere Stefano Morzenti.
Ecopolis, attiva dal 1986 nei servizi di lavanderia industriale e noleggio biancheria per Rsa, ospedali e grandi comunità, fattura circa 2,5 mln di euro e conta 60 addetti: di questi, oltre il 30% ha una invalidità fisica o psichica; la percentuale sale al 50% considerate le persone segnalate dai servizi sociali.
«Essere una cooperativa sociale non significa dover rinunciare a migliorare l’efficienza, ma pensare a un processo che dia maggior valore al contributo di tutti e li metta nella posizione di fare del proprio meglio», spiega la presidente di Ecopolis. Il consulente senior di Sei Consulting, Massimo Trebeschi, rimarca che l’impegno svolto in questo ambito «esalta ancora di più» un approccio alla lean manufacturing basato sullo sviluppo delle capacità umane. Non a caso, aggiunge l’amministratore unico di Sei Consulting, Ivan Losio, il «test» effettuato su Ecopolis servirà come «case history» da esportare in altre realtà della cooperazione. «Perché – evidenzia Losio – in questo contesto ci sono molti margini di miglioramento».
Nel dettaglio, Ecopolis ha avviato un primo step di lean production sul processo di chippatura dei capi (registrazione e applicazione di un chip su ogni indumento degli ospiti delle case di cura che si avvalgono dei servizi di lavanderia per una completa tracciabilità); entro l’anno mira a estendere il metodo a tutte le altre fasi, dal lavaggio in continuo allo stiro e al confezionamento.
Articolo apparso sul Bresciaoggi il 28 aprile 2016 a firma di Angela Dessì
